…e senza accorgersia siamo arrivati a tre…assieme…
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Che rumore farà la felicità??? prima di se lo sono chiesti i Negrita e visto che con questo ultimo loro cd sono stati la colonna sonora della nostra vacanza mi capita spesso di aver in testa loro canzoni e oggi riflettevo su questa….
…io passo moltissime ore sola…immersa nel silenzio di una casa che non ho mai sentito mia…quando si è a casa soli si è circondati da piccoli rumori some l’acqua che scorre nelle tubature, una lavatrice che centrifuga, qualche macchina che passa ma poco di più…si ha molto tempo per pensare e questo molto spesso è un male…io ho passato circa il 50% della mia vita cosi…ora hce sto lavorando…anche se mooolto a rilento sulla tesi inizio a pensare che sta per iniziare una nuova fase…tutti si aspettano che io continui gli studi…io non so che fare….ora per me la felicità ha un rumore ben diverso da quello di una casa vuota…e questo mi fa star male…da un po sto male….vorrei qualcosa di diverso…vorrei persone che quando tornano a casa sono serene…non vorrei più discussioni…vorrei poter per una volta fare quello che mi va senza dover sempre pensare se anche le minime cose possano infastidire chi mi sta intorno…vorrei poter vivere una vita di cui sono io a decire i tempi e ritmi e non una vita che altri hanno programmato per me…vorrei iniziare a lavorare…continuare con gli studi magari…anche metterci più tempo…ma nel frattempo essere autonoma…vivere per conto mio…riconoscere il rumore della felicità in gesti nuovi…nel rumore che fa il sorriso della persona che ami quando questa torna a casa dal lavoro…il rumore delle chiacchere a cena…il rumore del lettore che carica un dvd…insomma…cerco il rumore della mia felicità e per ora intorno a me solo silenzio…
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Era il 28 gennaio 2005, eravamo a Padova e come venerdi scorso nello stesso posto eravamo di fronte al grande Francesco…la prima volta che ti ho visto…non potevo sapere che anni dopo saresti entrato a gamba tesa nella mia vita e l’avresti rivoluzionata…in quel momento sapevo solo che eri molto intraprendente ma avrei avuto molto tempo per conoscerti e ancor di più per innamorarmi di te…a distanza di 5 anni i ricordi di quella serata si fanno più fiochi ma se ne accumulano di nuovi ogni giorno che passa…nessuno avrebbe immaginato di essere dove siamo ora ma la vita ci ha portati qui e ora siamo noi a decidere la direzione che deve prendere…qualunque essa sia…ovunque essa ci porti…l’importante è che sia assieme…
Il sociale e l’antisociale – Francesco Guccini
Sono un tipo antisociale, non m’importa mai di niente,
non m’importa dei giudizi della gente.
Odio in modo naturale ogni ipocrisia morale,
odio guerre ed armamenti in generale.
Odio il gusto del retorico, il miracolo economico
il valore permanente e duraturo,
radio a premi, caroselli, T.V., cine, radio, rallies,
frigo ed auto non c’è “Ford nel mio futuro”!
E voi bimbe sognatrici della vita delle attrici,
attenzione da me state alla lontana:
non mi piace esser per bene, far la faccia che conviene
poi alla fine sono sempre senza grana…
Odio la vita moderna fatta a scandali e cambiali,
i rumori, gli impegnati intellettuali.
odio i fusti carrozzati dalle spider incantati
coi vestiti e le camicie tutte uguali
che non sanno che parlare di automobili e di moda,
di avventure estive fatte ai monti e al mare,
Vuoti e pieni di sussiego se il vestito non fa un piego,
mentre io mi metto quello che mi pare…
Sono senza patrimonio, sono contro il matrimonio,
non ho quello che si dice un posto al sole;
non mi piaccion le gran dame, preferisco le mondane
perchè ad essere sincere son le sole…
Non mi piaccion l’avvocato, il borghese, l’arrivato,
odio il bravo e onesto padre di famiglia
quasi sempre preoccupato di vedermi sistemato
se mi metto a far l’amore con sua figlia…
Sono un tipo antisociale, non ho voglia di far niente,
sulle scatole mi sta tutta la gente.
In un’isola deserta voglio andare ad abitare
e nessuno mi potrà più disturbare
e nessuno mi potrà più disturbare
e nessuno mi potrà più disturbare…
Non amo viver con tutta la gente, mi piace solo la gente “bene”:
come si dice comunemente “bene si nasce non si diviene”…
c’è chi nasce per le scienze o per le arti: io sono nato solamente per i party la lalalala…lalalala
Amo oltremodo parlare male, fare il maiale con le ragazze,
la Pasqua vado in confessionale e tutte quante per me vanno pazze
perchè fra i “bene” poi non conta l’astinenza, basta ci sia soltanto l’apparenza la lalalala…lalalala
Quindi non curo la mia intelligenza, la gente bene con questo non lega,
ma alle canaste di beneficenza so sempre tutto sull’ultimo”Strega”:
l’intelligenza c’è sol coi milioni e ammiro i film di Monica e Antonioni la lalalala…lalalala
Sono elegante ed è inutile dire che le mie vesti son sempre curate
perchè senz’altro è importante vestire, perchè è la tonaca che fa il frate…
In fondo poi due cose hanno importanza e sono il conto in banca e l’eleganza la lalalala…lalalala
Andiamo matti per cocktail e feste, amo oltremodo le donne mondane:
non fraintendete non parlo di “quelle”, star con la gente più in basso sta male…
non ho rapporti con i proletari… soltanto a tarda notte lungo i viali la lalalala…lalalala…lalalala
Ma non trascuro la scienza umanista e si può dire che sono impegnato,
anzi alle volte sono comunista, ma non mi sono sempre interessato:
la lotta delle classi sol mi va per far bella figura in società la lalalala..lalalala…
Non si può dire che sia clericale, come Boccaccio amo rider dei frati,
ma ossequio sempre lo zio cardinale e vado a messa nei dì comandati.
Il mio credo vi dico brevemente: pensare a ciò che può dire la gente la lalalala…lalalala…lalalala
La gente “bene” è la mia vera patria, la gente “bene” è il mio unico Dio,
l’unica cosa che ho sempre sognata, la sola cosa che voglio io…
è solo essere un bene sempre ed ora e tutto il resto vada alla malora la lalalala…lalalala
la lalalala…lalalala…
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Molte domande attendono risposte ma il periodo è confuso e le decisioni difficili da prendere
Per ora navigo a vista e del diman non v’è certezze
Potrebbe succedere di tutto…staremo a vedere…
Just keep on going
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libera da quel tarlo che ti ha tormentata per mesi…libera da quel senso di inadeguatezza che ti porti dietro da un anno…libera dagli sguardi accusatori di chi ti sta attorno…libera…e ora inizia un nuovo capitolo…ma questa volta finalmente guidi tu…
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Al vento oscilla la grossa palla di carta che fornisce la luce a questa mia nuova, estranea situazione. Non so quanto mi ci vorrà per sentirmi davvero a casa qui o se questo mai avverrà e dovrò aspettare il ritorno in quella che è in fondo sempre stata la mia casa o se la mia vera casa è stare con chi amo. Periodo strano questo. Lontani dal mondo. Immersi in esso fino ad affogare. Gli amici si allontanano. Credo diano a noi la colpa di ciò. Forse non lo saprò mai. Noi ovviamente diamo loro la responsabilità. Due muri. Si incontrano. Si scontrano. E poi ognuno continua per la sua direzione. La nostra è di certo ostinata e contraria. Qualcuno ci segue. O almeno prova a condividere con noi parte del nostro cammino. Speriamo non molli. Sappiamo che è difficile ma noi invitiamo a tenere duro. Forzatamente disconnessa dal mondo virtuale mi pare di essere disconnessa in toto da quello che mi succede intorno. I contatti con gli amici si fan più radi. Di certo più lenti. Mille idee che mi ronzano per la testa ma poi me ne resto col culo ben ancorata a questo divano. Bianco. Pulito. Tutto quello che non mi sento io in questo momento. Devo imparare a gestire i nuovi tempi. I nuovi modi. I nuovi luoghi. E soprattutto due vecchi genitori coi quali non ero più abituata a stare. A volte l’amore non basta.
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Venerdi sera abbiamo spudoratamente bruciato il lavoro per gettarci nella bolgia…ne è valsa la pena!!!!!! Un grande ringraziamento a chi era con noi…i migliori compagni di viaggio che potessimo avere!!!
Non mettere le mani in tasca – Caparezza
Fratello sai cos’è una tasca? E’ una vasca in cui si annaspa, in cui ogni peccato è programmato più del Pascal.
Io te la perquisisco a mo’ di casbah, ci trovo vizi e basta, sei nell’angolo più di Dizzee Rascal. Non è Letizia la tua tizia, non è Casta, lo deduco dall’Hatù nella tua sacca. Hai l’alito di grappa ma datti alla pappa come Gianburrasca.
Brucerai all’inferno come d’inverno una frasca. In tasca metti la mano per etti d’afgano. Ma cosa sei, sei metallaro? Ma sentiti Al Bano! Mostri le zanne, ma mio caro, hai denti da Hamtaro. Con tutti i mezzi ti si fa a pezzi più del meccano.
Sei portatore insano di tasche, ti conviene confessare che con le mani in tasca vuoi protestare. Un anno nella cella il posto dove stare, perchè adesso noi comandiamo dall’est all’ovest, amen.
RIT: Fratello tu non mettere le mani in tasca. Lo so che fai tu con le mani in tasca.
Era è uno stato regresso tentato dal sesso bendato, bombardato dal degrado più di Belgrado dalla NATO. Uno stato in crisi invaso da invasati invisi al Vaticano. Coppie di fatto che stroncavano i patti fatti al Laterano Mentecatti blateravano contro noi in ogni forum. C’era una sola soluzione come per il Gollum e bang bang bang bang! 4 colpi al quorum. Riposi in pace il referendum in saecula saeculorum. Scomunicammo in nome di Dio un libro di Dan Brown sul priorato di Sion dando l’avvio ad un’era di messa a morte da Crozza ad Andrea Rivera passando per Harry Potter e fu un brusìo di volantini sovversivi.
Fummo costretti ad adottare metodi repressivi quindi fiato sul collo! C’è la galera per chi porta le tasche perchè nelle tasche non c’è controllo! RIT.
Da quel momento chi porta una tasca o è un artista oppure un tossico o entrambi come Basquiat. Gente a cui basta fare il contrario come bastian per darsi più arie di quante ne abbia composte Bach Sebastian. Per questo sei stato arrestato, tu credi nella favola della libera tasca nel libero strato, Camillo Benso si è sbagliat, l’unica Libertas è quella che sta sullo scudo crociato. Ripetiamo: In nomine Libertatis vincula edificamus In nomine veritatis mendacia efferimus. RIT.
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